L’Azienda pubblica Okolje Pirano, in collaborazione con la Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana, ha celebrato le Giornate del Patrimonio dei Cimiteri Europei con una visita guidata del cimitero cittadino di Pirano. All’evento ha partecipato anche la Console Generale d’Italia a Capodistria, Simona Ciuffoni.

In questa occasione è stato presentato il nuovo opuscolo “Il cimitero di Pirano – Un viaggio attraverso la memoria, l’arte e l’identità del territorio”, realizzato da Kristjan Knez e Marina Paoletić. Gli autori hanno inoltre guidato i visitatori attraverso il cimitero, illustrandone la storia, la concezione architettonica e il valore artistico di otto tombe appartenenti alle più illustri famiglie piranesi. Ognuna di esse custodisce infatti, una propria storia e riflette al contempo le correnti artistiche, la posizione sociale e i valori dell’epoca in cui è stata realizzata.

GIOIELLI DELL’ARCHITETTURA CIMITERIALE

Tra le più riconoscibili vi è la tomba della famiglia Bartole, che si distingue per l’eccezionale lavorazione lapidea e la ricca simbologia. Particolarmente notevoli sono i raffinati motivi geometrici e la corona in pietra, simbolo di onore, memoria e continuità. La tomba della famiglia Rota appartiene all’ultimo discendente del ramo piranese dei conti Rota, lo storico, musicista e archivista Stefano Rota. La sua forma richiama gli antichi sarcofagi, tipici dei cimiteri italiani della fine del XIX secolo.


La monumentale tomba della famiglia Zarotti, con la statua di Pietro Zarotti, testimonia l’influenza e il prestigio di una delle più importanti famiglie piranesi, attiva nell’oreficeria e nell’economia. Al contrario, la tomba Cicogna colpisce il visitatore con una simbologia più delicata: la statua di una figura femminile con fiori rappresenta il ricordo, il lutto e l’amore che supera la morte.

Interessante è anche la tomba Lucatelli, dove il rilievo di un elmo militare e di un ramo d’alloro simboleggia la gloria e il ricordo dei defunti caduti per la patria. La tomba Pupini Davanzo costituisce un bell’esempio di tardo classicismo e contiene numerosi elementi simbolici, tra cui una clessidra alata e fiaccole spente, che richiamano la caducità della vita.

La tomba Chierego attira l’attenzione con l’imponente statua del Crocifisso, considerata uno dei monumenti funerari più riconoscibili del cimitero. In primo piano non vi è il defunto, bensì il simbolo della fede, della redenzione e della speranza. Tra le opere artisticamente più preziose figura infine la tomba Fonda, eccellente esempio di scultura funeraria secessionista, riccamente decorata con motivi vegetali intrecciati e con un sole alato, simbolo dell’immortalità dell’anima.

GALLERIA A CIELO APERTO
Una parte speciale del programma è stata dedicata alla chiesa neogotica dei Santi Ermacora e Fortunato, che da oltre 150 anni rappresenta il principale elemento architettonico del cimitero. I visitatori hanno potuto conoscere la sua storia e il recente completamento dei lavori di restauro dell’area circostante la chiesa. Dei lavori di conservazione e restauro ha parlato Jožef Drešar dell’impresa Gnom d.o.o., specializzata nella tutela del patrimonio culturale, che ha eseguito il restauro del piazzale antistante la chiesa, delle scale e il risanamento delle tombe a pavimento.

La passeggiata tra le storie degli illustri cittadini di Pirano si è terminata presso la cappella della famiglia de Castro, costruita in mattoni e arricchita da elementi in pietra bianca, che completa il quadro culturale del complesso cimiteriale e testimonia il ricco patrimonio storico della città.